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AnnG's Journal

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Wednesday, December 31st, 2003
12:11 pm - Hear Me.
Iconoplastica sensazione di cappi legati ad imberbi carotidi.
Penso di non credere alle usanze umane, troppe ipocrite arti divinatorie di idoli issati alla gloria.
Avvertivo un suono che mai avevo udito.
“Io vengo da lontano, non sono stato segregato in una casa fatta di legno e statue, ori e mosaici, volte vivide di eccessi. Io vivo di essenza antica, solleva un sasso ed io ci sarò, sposta un legno e mi troverai”.
Oggi tra gli umani osservavo con sguardi perplessi, baratti d’autore per peccati da scontare.
Sempre ho sentito rumori di elemosina ad alto prezzo, imbustati da mani sapienti e scrupolose.
Ho sentito discernere dal mio occhio più attento, una lacrima di sconforto, un soffocare di mani che mi rendeva viola di malinconia.
Volevo trovare i miei tratti somatici più teneri, quelli più leggeri da portarmi via da questo buio insistente.
Volevo restare Frank, cercavo di resistere alla tentazione di scappare e redimere i miei peccati tra le mani, all’aria aperta, dove nessuno avrebbe mai potuto avvilupparsi delle mie sconfitte e darmi una lezione di catechismo, così facile da imparare a memoria ed eliminare dopo aver pronunciato.

current mood: indifferent

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Friday, September 26th, 2003
5:00 pm - Fuckin' crazy
Mangerò le tue viscere per ricoprirmi il volto di rabbia che adesso scopro di avere.
Negli inganni voglio che tu perisca, con le mie unghie sotto la tua pelle di bastardo.
Insopportabili menzogne senza eleganza, sentimi di notte quando i miei violoncelli compongono il tuo requiem di morte.
Perché perirai dentro una musica che non hai mai ascoltato sinora.
Guardami in volto e tieniti strette le palle nelle mani, il mio soffio di morte ti avvolgerà finché il tuo ultimo respiro non supplicherà di risparmiarti.
Ma non ho cuore né anima per poterti salvare, e non ne ho nemmeno la voglia.
Gemerò quando il tuo corpo emanerà l'ultimo razzolo di vita.
Guardami bastardo e chiedi un supplizio più feroce dentro i miei occhi.
Perché è giunta la tua ora, perché è così che doveva andare, così che doveva terminare questa giornata.

current mood: cold

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Thursday, July 17th, 2003
5:17 pm - Black tears
Se solo potessi, con lo sbattere smanioso delle ciglia, cambiare il destino, vomiterei sangue per salvare quello che non si può.
Il cuore pieno di odio, le mie ali mozzate rilasciano piume d'incanto, per coloro che soffrono, per quelli che la vita ha
dimenticato in un luogo dove non c'è più alcun sorriso.
Ho la facoltà di non stupirmi più dell'indifferente andazzo dell'umanità.
I carnefici chiedono ancora sangue per la loro bevanda vitale.
Te lo chiedono con sorrisi in cui credi, te lo impongono con il loro potere, te lo sbattono in faccia come una fellatio.
E queste lacrime notturne che si confondono con il sale di isole che non tocco più da tempo.
Ho imparato ad asciugarle con grandi mani che credevo di non avere.
Odio l'uomo nella sua fattispecie, che abbia pantaloni o gonne, che sia sincero o ipocrita.
E di notte il silenzio è troppo assordante, è fottutamente assordante, mille pensieri concentrarsi in un solo pensiero, in una sola angoscia.
In quel tormento che mi tiene ancora in vita.
In quel desiderio di entrarti nelle viscere e contrarre la tua malattia.
In quel soffio che darà a te la vita e segnerà nella mia, la morte.
Regala ad Ann un sorriso e lasciala vicino i suoi fiori preferiti.

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Tuesday, July 1st, 2003
5:01 pm - The rose


Mia la necessità di scoprirti, di elargire a questa notte un bagliore diverso, per placarmi in un istante, prima di morire e rivisitare il mio passato, che di cose da raccontare ne ho molte, nei miei ingenui e maldestri 27 anni.
Ho appoggiato sulla finestra una cornucopia per la mia fortuna insoluta, per riempire il mio polso vuoto del mio gioiello più prezioso.



Lo tengo sempre a mente il posto dove l'ho lasciato, dalla montagna si scorge il mare e le sue nebbie che nascondono le piccole isole di quel mio rifugio, dove andavo a piangere da sola, e chi è che poteva ascoltarmi in silenzio senza giudicarmi, se non tu?
Andavo lì con mio padre, mi raccontò la tua storia e io piccola lovebambi, incollati i miei occhi sulle sue labbra, lo seguivo senza distrazioni.
Diceva che ti eri innamorata di un cacciatore, e ancora immagino il tuo primo bacio, dentro quella grotta, quegli sguardi che ti rubava nella follia della clausura.
E sentii una musica assordante che penetrava l'anima in quel santuario, di sabbia e vetro graffiare la pelle.
Dopo la tua morte, lui fu il primo a vederti, il primo a cui regalasti il sorriso dell'aldilà.



Di lui mi è rimasto solo un numero, sento ancora il suo odore, quando mi portava lassù da te, e stringeva a sé la sua bambina, per dimostrarle che l'amava.
Bisogno di lui.
Così forte la rabbia da vedere sempre orizzonti a ritroso, che non finiscono mai nei mie pensieri di morte.




Non ti dimenticherò mai, rosa della montagna, non dimenticherò mai lui, sangue del mio dolore ancora pulsare nel mio stomaco.

current mood: drunk

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Monday, June 30th, 2003
1:53 pm - Larger eyes


Dry breathe.
Leave me alone, just now, for my eternal life.
This is my promise to you.
Look at me, here, so far from you.

Sono piegata sul mio lato più comodo.
Stephen continua a spiarmi, entra ed esce da casa mia, quando non viene a pedinarmi.
Adoro essere osservata, non soffro di patologie psicotiche.
Per vedere, per ammiccare e stupire.
Certe volte mi accorgo di essere una gran puttana griffata, ma altre, vorrei lasciare tutto.
Bello il piatto delle meraviglie, bello quel suo colore nero, che si macchia di neve senza odore.
Eccomi in paradiso.
Non ricordo più niente di tutto quello che accadde pochi giorni fa.
Sento tra le labbra un leggero dolore.
Bastardi, fottuti bastardi, avete avuto ciò che volevate, il mio volto deturpato, il mio bel volto deturpato, per i vostri bigliettoni fruscianti tra le mie mani.
Butto la testa indietro e respiro, coccolo il mio viso con i polpastrelli umidi.
Sulla vasca, mi sfioro, sulla vasca inquino le mie dita, sulla vasca ansimo e accarezzo le mie labbra.
Tenerezza senza violenza.
Ad ogni colpo, il mio sguardo assente, di lacrime trattenute, di pugni avidi di aria.
Ho pregato in silenzio stamattina, imprigionando le mie lacrime su uno specchio riflesso dal mare.
L'ho nascosto quel monile, sai quanto ci tenevo, fuori dalla portata dei delinquenti, i miei sguardi l'hanno studiato quel posto, dove solo tu lo puoi trovare.
E quando di notte tutti saranno assopiti, ti trasformerai per mettere la tua mano dentro quel buco e pietrificare per il giorno, il mio desiderio.
Porterò da te le mie anime cambiate, i miei angeli ripuliti e il monile sarà di nuovo barattato.
Vicino un cuore, diviso da barriere di grafite elettrica, mi riposerò e tu verrai a ricoprire i miei occhi con granelli di sabbia.

current mood: melancholy

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Wednesday, June 18th, 2003
10:15 am - Bloody Sunday
Take care.
This is my blood, my bloody sunday.
Ho ingessato questo tempo per dare una sorta di distacco tra mani e mente.
Sono tornata, qui.
Mancata per troppo, nelle pagine di questa mia vita maculata.
Ho gli occhi inventati da nuovi colori, indelebili stavolta, io stessa non voglio eliderli.
Il ciondolo che portavo al collo ha lasciato solo un'ombra leggera.
Mi guardo da lontano e divento nuova mantide senza religione.
Per infierire dentro la carne più sottile.
Lasciami entrare lovebambi, non ti farò del male, la mia moneta in bilico l'ho conservata per gli avventori della notte.
Il mio violoncello...
L'ho tirato fuori dalla sua piccola tomba nel ripostiglio del silenzio.
Non ti ho preso per non sporcarti della mia malvagità, non ti ho accarezzato per paura di scalfirti, tanta la voglia di sentirti ansimare sul mio corpo,
ad ogni mia violenta sferzata, ad ogni mio coltello vicino le tue corde tese.
Che di lacrime ne verso ancora, il mio lavoro è rimasto lo stesso di sempre, la mattina, quando ritorno,
chiudo le tende e sogno lovebambi da accarezzare, da baciare nei pleniluni dove vengo umiliata e trafitta.
Frank è diventato un ricordo, che dimentico con gran fatica.
Finocchio è sparito, mi è rimasto solo un foulard rosso cremisi da mettere al polso come portafortuna.
Good luck Ann, it's your day, the day after, before your dead, before all.

AnnG

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Tuesday, June 17th, 2003
2:07 pm - benvenuti a tutti
Il mio non sarà un journal come gli altri.
Qui ci sarà solo Ann e voi se volete seguirmi nella sua, nella mia storia.

L.

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